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I giornalisti hanno potuto ammirare, in anteprima, la mostra “Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita”, allestita nella Galleria “Tesori d’Arte” del Complesso Monumentale di San Pietro.

Alla vernice sono intervenuti il professor Franco Moriconi, Magnifico Rettore dell’Ateneo di Perugia e presidente della Fondazione per l’Istruzione Agraria, la professoressa Cristina Galassi, curatrice dell’esposizione insieme a Vittorio Sgarbi, e Teresa Severini, assessore alla cultura del Comune di Perugia.

“La mostra rappresenta un’occasione formidabile per comprendere questo artista, ma al tempo stesso una grande opportunità per immettere la Fondazione per l’Istruzione Agraria nel virtuoso circuito delle istituzioni che si prodigano per produrre cultura attraverso lo studio e la valorizzazione del proprio patrimonio d’arte - ha sottolineato il professor Moriconi -. La Fondazione, infatti, ormai da tre anni, è impegnata in un’ importante operazione di rilancio dell’ente. Il Consiglio di Amministrazione ha avviato nuovi percorsi e nuove attività che significativamente possono trovare la loro sintesi strategica nella frase contenuta nel logo della Fondazione: ‘Cultura e Coltura’. La presa di coscienza della ricchezza del proprio patrimonio architettonico, storico e artistico e della portata culturale che reca con sé, ha suscitato la volontà di posizionare la Fondazione su scenari di livello nazionale e internazionale. L’esposizione sul Sassoferrato, impreziosita dal ritorno nella sua sede originaria dell’Immacolata Concezione concessa dal Louvre di Parigi, intende dunque contribuire a rilanciare la conoscenza del complesso di San Pietro, un luogo ricchissimo di opere d’arte e che emana tutto il fascino della sua storia millenaria; purtroppo molti, sia perugini sia turisti, finiscono per fermarsi a San Domenico mentre San Pietro rappresenta uno scrigno fondamentale per la città”.

Un ringraziamento particolare alla Fondazione, al suo presidente, il Magnifico Rettore Franco Moriconi, e ai curatori della mostra l’ha voluto tributare l’assessore Severini, che ha sottolineato l’importanza di comunicare e promuovere la mostra anche all’estero tramite gli Istituti di Cultura italiana. “Ritengo –ha detto- che la mostra rappresenti un ponte importante tra Perugia e Parigi, grazie anche al prestito temporaneo dell’Immacolata Concezione e per questo, anche personalmente, mi sono mossa presso la nostra Ambasciata in Francia. Come Comune l’abbiamo promossa nell’ambito delle Città gemelle, nella consapevolezza che essa possa parlare al meglio della nostra città al di fuori dei nostri confini nazionali, dimostrando tutta la vivacità culturale di Perugia, che ritengo particolarmente importante in questo periodo, come testimoniano altre mostre aperte o prossime all’apertura, sempre nel nome della qualità”

“Le opere in mostra, 46, più una ricca selezione di documenti inediti sulla sua vita emersi dalle carte dell’Archivio di San Pietro, documentano, come sottolineava anche Federico Zeri, che l’idea che abbiamo di Sassoferrato di un fabbricante di immaginette sacre non corrisponde al vero: Sassoferrato è un grandissimo pittore, che salda la cultura figurativa rinascimentale di Perugino e di Raffaello al Seicento classico della scuola bolognese - ha spiegato la professoressa Cristina Galassi, che ha guidato la vernice -. Dal confronto con i prototipi di Perugino, Raffaello ma anche di Domenico Tintoretto, emerge la grandezza dell’artista, forse fino ad oggi non considerato come meriterebbe dalla critica: nella figura della Maddalena, le forme turgide e quasi sensuali del pittore veneto, modello per il Salvi con l’importante tela della Pinacoteca Capitolina, vengono riproposte in un linguaggio più asciutto e temperato”.

Le derivazioni da questi importanti modelli non sono tuttavia, come dimostrano le opere esposte, “copie fatte per ingannare”, sono “versioni alla moderna, di modelli nobili più antichi”, che rivelano la capacità dell'artista di misurarsi con la tradizione ma al tempo stesso di rinnovarla. Ma Sassoferrato a Roma era conosciuto anche come il “pittore delle belle Madonne”. La Vergine è infatti protagonista di gran parte della produzione pittorica del maestro marchigiano ed è effigiata in numerose varianti iconografiche e tipologiche. La possibilità di ammirare in mostra una serie nutrita e variegata di Madonne, da quella della Galleria Nazionale dell’Umbria, a quella della Galleria Nazionale delle Marche, fino alle due versioni della Pinacoteca Comunale di Cesena e della Fondazione Cavallini Sgarbi, proprietaria anche di una strepitosa Santa Caterina da Siena con Gesù Bambino, già del Cleveland Museum of Art, permette di entrare nello spirito della sua pittura, in cui devozione e qualità formale si fondono con magistrale armonia.

L’apertura al pubblico dell’esposizione è prevista da sabato 8 aprile sino all’1 ottobre 2017.

L’evento è organizzato da Fondazione per l’Istruzione Agraria, Università degli Studi di Perugia e Regione dell'Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e della Regione, e il patrocinio del Comune.

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