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Il Magnifico Rettore professor Franco Moriconi conferirà al dottor John R. Sandercock il Dottorato di Ricerca Honoris Causa in “Scienza e Tecnologia per la Fisica e la Geologia”. La solenne cerimonia si terrà mercoledì 12 settembre 2018, alle ore 17.30, nell'Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali, nel Complesso Monumentale di San Pietro.

Sandercock è il pioniere della Spettroscopia Brillouin da eccitazioni di superficie e fondatore della “JRS-Scientific Instruments” di Zurigo.

 

 john r. sandercock

                         (Il Dott. Sandercock, che verrà insignito dal Magnifico Rettore del Dottorato Honoris Causa)

 

In tale occasione sarà celebrato il quarantesimo anniversario dell’invenzione e del brevetto dell’Interferometro Tandem Multipasso grazie al quale John Sandercock condusse, negli anni Settanta e Ottanta, i primi studi relativi alla diffusione anelastica della luce da parte di fononi e magnoni di superficie in mezzi opachi (metalli e semiconduttori). Questa sua invenzione, perfezionata poi nel corso degli anni seguenti, ha portato alla pubblicazione di risultati scientifici originali di grande impatto sulla comunità scientifica internazionale, aprendo la possibilità di esplorare nuovi campi della fisica e studiare materiali innovativi. A distanza di circa quarant’anni, lo strumento commercializzato dalla ditta che John Sandercock ha fondato è ancora insuperato a livello mondiale e circa duecento laboratori in tutto il modo possono fare ricerca grazie a questo strumento.

Dalle ore 16 alle 17.30, nella stessa Aula Magna, si terrà una sessione seminariale durante la quale saranno approfonditi i recenti sviluppi della Spettroscopia Brillouin da eccitazioni di superficie, nell’ambito del convegno internazionale “Advances in Brillouin Light Scattering and BioBrillouin Meeting”.

“Questi eventi sono stati organizzati in occasione del quarantesimo anniversario dall’invenzione dello strumento Interferometro Fabry-Pèrot Tandem Multipasso, da parte di John Sandercock, ma anche per celebrare i trent’anni di attività del laboratorio perugino GHOST (Group of High-resolution Optical Spectroscopy and related Techniques), avviato nel 1988 presso il Dipartimento di Fisica del nostro Ateneo”, sottolinea il professor Giovanni Carlotti, coordinatore del Corso di Dottorato in Scienza e Tecnologia per la Fisica e la Geologia, e Promotore del Dottorato di Ricerca Honoris Causa a Sandercock.

 

Motivazione del riconoscimento:

John Sandercock, oggi settantacinquenne, è stato protagonista di un’eccezionale avventura scientifico-tecnologica, mostrando lo stretto legame tra ricerca di base, curiosità scientifica e sviluppi tecnologici capaci di ampliare le possibilità di indagine sperimentale.

Dopo la laurea ed il Master in Fisica compiuti negli anni sessanta ad Oxford, nel Regno Unito, egli si è trasferito a Zurigo per lavorare nei laboratori di ricerca e sviluppo della multinazionale americana RCA. In tale veste, durante gli anni settanta, egli ha lavorato allo sviluppo di un nuovo tipo di interferometro Fabry-Perot, in configurazione Tandem-Multipasso. L’invenzione di questo strumento, che fu premiata con la Medaglia “Duddell” della Società di Fisica di Londra nel 1979, portò alla successiva realizzazione di uno spettrometro ad altissimo contrasto e risoluzione, capace di estendere il campo della Spettroscopia Brillouin ai fononi (quanti di energia elastica) ed ai magnoni (quanti di energia magnetica) di superficie in mezzi opachi, come metalli e semiconduttori. Sandercock pubblicò quindi negli anni Settanta e Oottanta una serie di lavori scientifici che sono rimasti pietre miliari nel campo della fisica dei materiali. Infatti, le misure spettroscopiche che si rendevano possibili con il nuovo strumento permettevano di determinare le costanti elastiche e/o le proprietà magnetiche di film sottili e di strutture a multistrato, con ricadute sia nel campo della ricerca di base che in quella applicata ai dispositivi elettronici.

Parallelamente, sviluppando i presupposti tecnologici che erano stati utilizzati per il nuovo interferometro, Sandercock brevettò e mise sul mercato un nuovo sistema antivibrante a stabilizzazione attiva che rappresentò un deciso salto di qualità rispetto ai prodotti tradizionali, contribuendo allo sviluppo delle microscopie a scansione di sonda. Esso fu incluso nel 1986/87 tra i 10 migliori prodotti dal giornale scientifico “Lasers and Applications” e ricevette il premio “IR 100 Award”.

E’ da notare che proprio a metà degli anni Ottanta, utilizzando un interferometro multipasso di tipo Fabry-Pèrot ad alta risoluzione, lo scienziato tedesco Peter Grunberg scoprì il fenomeno della magnetoresistenza gigante che dette il via al nuovo campo di ricerca della spintronica e gli fruttò il premio Nobel per la Fisica nel 2007.

Quando poi, verso la fine del 1987, la multinazionale RCA decise di chiudere la divisione ricerca in Europa, anziché trasferirsi negli Stati Uniti, John Sandercock decise di licenziarsi, rimanere a Zurigo, ed aprire la propria piccola compagnia (oggi diremmo il suo “spin-off”) per commercializzare i prodotti da lui brevettati nel campo dell’interferometria e dei sistemi antivibranti a stabilizzazione attiva. Da allora, la ditta da lui fondata, “JRS-Scientific Instruments”, ha venduto circa 200 apparati sperimentali per Spettroscopia Brillouin in tutto il mondo, dal momento che nessun’altra industria ha saputo mettere sul mercato, in oltre trent’anni, uno strumento in grado di competere con il suo. Questo si deve anche alla continua capacità di innovare e migliorare le prestazioni dello spettrometro da parte di Sandercock, testimoniato dal fatto che l’ultimo brevetto è del 2006 e la nuova configurazione con contrasto migliorato del 2015.

Va infine sottolineato che sebbene John Sandercock nella sua lunga carriera si sia dedicato principalmente allo sviluppo di strumentazione, egli ha parimenti conseguito risultati scientifici di prim’ordine nel campo della fisica della materia, pubblicati su prestigiose riviste internazionali. Durante l’ultimo anno, in vista del suo ritiro, egli ha predisposto l’assetto societario della sua compagnia in modo da assicurare che possa continuare ad operare in futuro, affidando la maggioranza delle quote societarie ai dipendenti.

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