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Presentata  in conferenza stampa, la mostra “Sassoferrato. Dal Louvre a San Pietro: la collezione riunita”, che sarà ospitata nella Galleria “Tesori d’Arte” del Complesso Monumentale di San Pietro dall’8 aprile all’1 ottobre 2017.

 L’evento, organizzata da Fondazione per l’Istruzione Agraria, Università degli Studi di Perugia e Regione dell'Umbria, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio e della Regione, e il patrocinio del Comune, consentirà di vedere di nuovo nel capoluogo umbro uno dei capolavori di Giovan Battista Salvi detto il Sassoferrato, ovvero l’Immacolata Concezione, la magnifica pala prelevata nel 1812 dall’Abbazia benedettina di San Pietro per ordine di Dominique Vivant-Denon, direttore del Musée Napoleon - come si chiamava allora l’odierno Museo del Louvre - dove, da allora, è sempre rimasta. Lunedì 27 marzo 2017, sempre nella Galleria “Tesori d’Arte” del Complesso Monumentale di San Pietro, alle ore 9, verrà aperta la speciale cassa che ha consentito il trasporto del dipinto e collocata l’opera all’interno dell’esposizione. All’incontro con i giornalisti sono intervenuti il Professore Franco Moriconi, presidente della Fondazione per l’Istruzione Agraria e Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, l’Assessore regionale Fernanda Cecchini, Teresa Severini, Assessore municipale alla cultura, turismo e università,  Fabrizio Stazi, Segretario Generale della Fondazione Cassa Risparmio Perugia, e Cristina Galassi che, insieme a Vittorio Sgarbi, cura l’esposizione. Presenti anche don Giustino Farnedi  e padre Martino Siciliani della comunità del Monastero di San Pietro. “In questa mostra vengono riuniti capolavori del pittore marchigiano provenienti da varie raccolte pubbliche e private italiane e straniere -  ha detto la professoressa Galassi -. Si potranno ammirare, fra l’altro, tutte le 17 opere eseguite del Salvi per il complesso benedettino di San Pietro, a cominciare appunto dall’ ‘Immacolata Concezione’ che sta viaggiando proprio in queste ore in una cassa climatizzata, per giungere qui a Perugia nel pomeriggio di oggi”. “Come Fondazione per l’Istruzione Agraria stiamo facendo di tutto perché la Galleria ‘Tesori d’Arte’ di San Pietro diventi un Polo museale a livello nazionale e internazionale – ha sottolineato il presidente Moriconi -. La mostra che andremo a inaugurare, oltre ad accrescere l’interesse per il Sassoferrato – complimenti alla professoressa Galassi che è riuscita a riportare ‘a casa’ l’opera conservata al Louvre -, contribuirà anche a rilanciare la conoscenza del complesso di San Pietro, un luogo ricchissimo di opere d’arte e che emana tutto il fascino della sua storia millenaria. Qui l’Università ha già realizzato il restauro del secondo chiostro e, a settembre, partiranno i lavori per il primo chiostro, proprio in un’ottica di valorizzazione di questa area di Perugia”.   “Nell’arco di quindici giorni abbiamo aperto al pubblico il terzo museo delle grafiche di Burri a Città di Castello, il Museo di Anatomia umana a Casalina, stiamo inaugurando questa mostra ad aprile partirà l’esposizione, a Spoleto, su capolavori nascosti, omaggio alle opere d’arte della Valnerina – ha detto l’assessore Cecchini -: questo è il segno che le istituzioni più importanti della Regione stanno facendo squadra per dire al mondo che l’Umbria va avanti, è in piedi ed è piena di fascino, di ricchezze artistiche e culturali. E in questa squadra c’è anche la vivacità della Fondazione, che sta lavorando per la crescita della parte espositiva e museale e per offrire significativi momenti di crescita culturale”. “Ringrazio la professoressa Galassi e il Magnifico Rettore Moriconi per avere sollecitato ancora una volta l’interesse per l’arte, la cultura, la bellezza che questa città sa offrire grazie anche a questo Complesso di San Pietro – ha aggiunto l’assessore Severini -. E’ davvero significativo che il dipinto di Giovan Battista Salvi torni nel luogo di origine, realizzando, a Perugia, l’unica grande raccolta del Sassoferrato esistente al mondo. Coprendo tutto il periodo estivo e di inizio autunno, inoltre, l’esposizione promette di diventare un’occasione per attirare visitatori e recuperare i flussi turistici allontanati dai timori del terremoto: un contributo ulteriore, oltre a quello culturale, per Perugia e per l’intera Regione”. “Credo che questa mostra sia un ulteriore segnale del nostro impegno non solo per la tutela, ma anche per la valorizzazione del territorio in cui operiamo – ha sottolineato Stazi, portando il saluto del presidente Giampiero Bianconi e evidenziando come, in 25 anni di vita, la Fondazione abbia erogato finanziamenti per 90 milioni di euro -. Visto, poi, il particolare momento che sta vivendo l’Umbria a causa degli eventi sismici, l’organizzazione di iniziative di grande valenza culturale come quella che stiamo presentando oggi, rappresenta un importante contributo per il rilancio dei flussi turistici: è fondamentale continuare ad operare per far sì che le nostre città e i nostri territori tornino ad essere destinazioni in grado di attrarre visitatori da fuori regione”. Un ricco catalogo a stampa pubblicato dall’editore Aguaplano raccoglierà lo studio sistematico delle opere esposte, in aggiunta ad alcuni documenti inediti emersi dalle carte custodite nell’archivio della Basilica e nuove fonti utili per la ricostruzione della vita del Sassoferrato.

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