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Ottavo incontro di “Scienza infusa”, il ciclo di sedici incontri informali di divulgazione scientifica ospitati in alcuni caffè di Perugia, a maggio e a giugno, all’ora del thè; relatori sono scienziati di tutti i Dipartimenti dell’Università di Perugia. Martedì 23 maggio 2017, alle ore 16, al Loft Cafè (Via dei Priori, 6) il professor Stefano Giubboni, del Dipartimento di Scienze Politiche, tratterà: “A che serve il diritto del lavoro?”. 

 A che serve il diritto del lavoro?Per quanto possa apparire sorprendente, i giuristi del lavoro hanno per lo più evitato, almeno sino a tempi relativamente recenti, di porsi una domanda così radicale, che in certo modo mette in discussione la stessa ragion d’essere della loro disciplina. Negli ultimi anni, tuttavia, la grande crisi economica e sociale che ha investito l’Unione europea, e i paesi della “periferia” meridionale dell’Eurozona in particolare, ha alimentato un dibattito molto acceso sulla crisi del diritto del lavoro e delle sue tradizionali funzioni.In questa conferenza ripercorrerò il dibattito sulla natura e le funzioni del diritto del lavoro risalendo alle origini concettuali di questa disciplina, a partire da alcuni autori classici della Germania del periodo weimariano (Hugo Sinzheimer e Otto Kahn Freund), per tracciare poi le tappe essenziali della evoluzione – e della crisi – del diritto del lavoro in Europa e in Italia. Allontanandomi tanto da chi prospetta (in certi casi paventando, in altri auspicando) scenari estremi di una pressoché inevitabile fine (del diritto) del lavoro, quanto da chi rivendica una difesa a oltranza delle forme in cui esso si è storicamente incarnato in Europa nei “Trenta Gloriosi” del secondo dopoguerra, assumerò un punto di vista che potrei definire moderatamente ottimista e pragmatico sul futuro del diritto del lavoro.Il diritto del lavoro non è mai stato un esercizio astratto di etica applicata, ancorché sia stato sempre innervato da una forte tensione per la giustizia sociale, ma è stato – ed è con ogni probabilità destinato a restare – una “tecnica reversibile” di regolazione del conflitto distributivo tra capitale e lavoro (Gérard Lyon-Caen), che risente, come tale, oltre che dei cambiamenti economici e sociali, dei mutevoli rapporti di forza tra gli attori pubblici e collettivi di volta in volta operanti nei diversi contesti nazionali (oggi sempre più condizionati dalle dinamiche dell’integrazione europea nell’ambito dei più vasti processi di globalizzazione economica e finanziaria). Questo significa che la funzione protettiva e di riequilibrio del potere contrattuale e sociale, che il diritto del lavoro ha svolto sin dalla sua nascita, continuerà a individuare la ragion d’essere fondamentale della disciplina, dovendosi però articolare e declinare – come è già accaduto in altre fasi storiche – su una realtà profondamente cambiata, che esige in certi casi un ripensamento anche profondo delle tecniche di tutela tradizionali. I successivi incontri:Mercoledì 24 maggio 2017: Umbrò (Via Sant'Ercolano, 2),  – Nicola Ciccoli: “La geometria con gli occhi di un miope. Strumenti per la meccanica quantistica”;Giovedì 25 maggio 2017: Vivace (in corso Vannucci) – Gianluigi Cardinali: “Microrganismi amici o nemici?”

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