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“La didattica è fondamentale: grazie a essa si trasmettono le conoscenze accademiche e l’esperienza del docente, sia di vita che di ricerca, e grazie a essa si attraggono studenti e si crea valore aggiunto. La buona didattica porta anche a una visibilità maggiore dell’Ateneo fuori dall’Italia, e i risultati dell’internazionalizzazione, compresi i finanziamenti premiali ricevuti per l’Erasmus, ne sono prova tangibile, rendendo l’Ateneo di Perugia un’Università a vocazione internazionale”.

Lo ha detto il Magnifico Rettore Franco Moriconi, in Aula Magna, per la giornata di formazione “Progetto Pro 3: verso l’innovazione della didattica universitaria”.

Il professor Moriconi ha spiegato come il miglioramento della didattica sia sempre stato un obiettivo strategico fondamentale durante il suo mandato, in quanto centrale per lo sviluppo dell’Università. “L’Ateneo ha fatto quanto in suo potere per favorire l’introduzione delle nuove tecnologie e vincere quelle resistenze che si sono via via incontrate lungo il cammino – ha spiegato il Rettore -. I frutti di questi sforzi si vedranno solo tra qualche anno, ma i miei ringraziamenti vanno a chi si sta impegnando per il raggiungimento degli obiettivi comuni”.

 

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Ricordando i risultati positivi riportati dall’ultimo rapporto Alma Laurea (tra tutti, quelli relativi agli studenti stranieri, aumentati di ben otto volte negli ultimi tre anni, nonché la soddisfazione degli studenti che si attesta quasi al 90%), il Rettore ha sottolineato gli sforzi compiuti, dalle piccole cose, come i colori e le luci nelle aule studio, alle innovazioni più importanti, quali le aule 3.0: grandi risultati, frutto dell’impegno profuso e al rapporto continuo tra la governance e coloro che si occupano della didattica, troppo spesso isolati negli anni passati.

 

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Il professor Gianluca Vinti, coordinatore della Commissione di Ateneo Progetto Pro 3, ha introdotto le tematiche principali dell’incontro, frutto di un anno di lavoro e che ha interessato numerosi campi di azione: innovazione della didattica, apertura di aule 3.0, introduzione di nuove tecnologie nelle lezioni, copertura Wi-fi, laboratori pratico-applicativi, corsi di formazione per docenti. Il progetto, particolarmente apprezzato dal MIUR in virtù del suo carattere fortemente innovativo, è stato destinatario di un finanziamento ministeriale.

“Nell’anno trascorso - ha ricordato il professor Vinti - il 40% dei docenti dell’Ateneo è stato coinvolto in un percorso di formazione ospitato sulla piattaforma informatica Unistudium, con 70 corsi in cui vengono sviluppate le nuove tecniche didattiche”.

La giornata ha visto poi gli interventi dei professori David Ranucci, coordinatore del Progetto Pro 3, Massimiliano Marianelli e Floriana Falcinelli, delegati del Rettore, rispettivamente, per la Didattica e per l’E-Learning. Ranucci ha sottolineato come l’intenzione all’origine dell’azione sia stata quella di innescare politiche virtuose per accrescere e arricchire le capacità trasversali degli studenti, comprese le loro qualità personali. “Il progetto oggi è un successo e comprende corsi online, laboratori specifici, e anche le aule 3.0 che dovrebbero essere realizzate nei tempi previsti – ha aggiunto -. Grazie a Pro 3 si possono creare possibilità didattiche ulteriori rispetto a quelle tradizionali e introdurre nuovi modi di fare didattica”.

Marianelli ha evidenziato come il modello di Ateneo generalista, lungi dall’essere una limitazione, permette a tutte le aree del sapere di incontrarsi, formando l’uomo in maniera integrale: il progetto Pro 3 ne è una testimonianza e l’inizio di un percorso.

Falcinelli ha messo in guardia dalla superficialità con la quale talvolta ci si approccia all’innovazione della didattica: è necessaria infatti una profondità di analisi e di intervento che non comprende solo l’introduzione delle nuove tecnologie, ma necessita di un vero e proprio rinnovamento della cultura didattica che superi il tradizionale rapporto docente-allievo.

Alessandro Biscarini, presidente del Consiglio degli Studenti, ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento  della  componente  studentesca  nel  ripensare la concezione di didattica che è

complessa come del resto ogni campo in cui si incontrano molteplici visioni. “Verso il progetto Pro 3 –ha detto Biscarini -  c’è grande ottimismo, ma occorre proseguire nella condivisione degli obiettivi, e ci si auspica che le occasioni di incontro di questo tipo si moltiplichino. Il contributo degli studenti è fondamentale: basti pensare a quanto esperienze come l’Erasmus possono ispirare gli studenti che, al loro ritorno in Italia, possono riportare le esperienze di didattica vissute all’estero”.

All’incontro hanno portato poi il loro contributo i professori Mario Comoglio (Pontificia Università Salesiana di Roma), Tommaso Minerva (dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia), Carlo Mariconda (Università degli Studi di Padova) e le dottoresse Chiara Laici (di INDIRE) e Maria Filomia (Assegnista di Ricerca dell’Università di Perugia); ha concluso i lavori l’intervento del professor Alfredo Milani, Responsabile Scientifico della Piattaforma UNISTUDIUM dell’Università, il Learning Management System (LMS) di Ateneo.

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