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Il Centro di Ricerca per l’eccellenza della Birra (CERB) è tra i partner di uno dei 27 progetti di ricerca finanziati nell’ambito della iniziativa PRIMA – Partnership for Research and Innovation in Mediterranean Agriculture, al termine di un lungo iter, scientifico e burocratico, che ha visto l’Università di Perugia presente fin dall’inizio delle consultazioni.

PRIMA (www.prima-med.org) è un vasto programma di ricerca applicata, finalizzata alla messa a punto, individuazione e diffusione di modelli produttivi capaci di creare ricchezza e occupazione, nel rispetto delle risorse naturali, lungo tutto il sistema agro-alimentare.

Attualmente, hanno aderito al programma ben 19 paesi: Algeria, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Germania, Grecia, Israele, Italia, Giordania, Libano, Lussemburgo, Malta, Marocco, Portogallo, Slovenia, Spagna, Tunisia e Turchia, con un budget di 274 milioni di euro, cui si aggiungono 220 milioni dal programma Horizon 2020 della Unione Europea.

Il carattere innovativo di PRIMA risiede nel coinvolgimento delle parti sociali e delle imprese private, tanto nella elaborazione delle proposte di ricerca che nella implementazione, e per questo si può ben considerare un progetto scientifico di cooperazione allo sviluppo.

Il CERB (www.cerb.unipg.it)  figura tra gli 11 partner di sette paesi (gli altri sono Spagna, Algeria, Germania, Egitto, Tunisia e Turchia) nel progetto Boomerang (Healthier bio-fortified Mediterranean grains), di cui il coordinatore italiano è la professoressa Ombretta Marconi, responsabile scientifico del centro e docente dell’Ateneo di Perugia.

 

foto ombretta marconi

               (La Prof.ssa Ombretta Marconi)

 

Il progetto punta a sostenere le economie locali tramite lo sviluppo di nuovi alimenti funzionali, che utilizzino come materie prime dei cereali biofortificati. La biofortificazione dei cereali sarà ottenuta grazie a una combinazione di tecniche tradizionali e innovative. L’attività di ricerca del CERB consisterà nell’ottimizzazione del processo di maltazione per incrementare il contenuto dei minerali di interesse (fra cui Fe, Zn, Se), sfruttando i cambiamenti biochimici che avvengono durante la fase di germinazione.

Il progetto ha una durata di 3 anni ed è coordinato dalla Universitat Autonoma de Barcelona, con cui l’ Ateneo perugino ha anche attivi degli accordi ERASMUS+, per la mobilità di docenti e studenti.

 

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