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Venerdì 10 maggio 2019 alle ore 16:30, presso l’Auditorium di Santa Caterina a Foligno, è stata ufficialmente presentata la mostra “Per commodo della Città” alla presenza del prof. arch. Paolo Portoghesi

Il convegno, che ha anticipato l’inaugurazione dell’esposizione a Palazzo Candiotti, ha visto la partecipazione di importanti esponenti del Mondo Istituzionale, Accademico, Industriale e delle Professioni.

L’iniziativa, che rappresenta il primo risultato del felice incontro fra una città colta, ricca di storia ed energia, e un’istituzione antica, prestigiosa e tuttavia molto attiva e vitale nasce soprattutto dalla volontà di valorizzare, diffondere e vivificare i rispettivi patrimoni culturali, materiali e umani: quello di Foligno, forte anche delle sue istituzioni, strutture, associazioni, fondazioni e della collaborazione dell’Università degli Studi di Perugia tramite il Dipartimento di Ingegneria, dal Centro Studi della Città di Foligno, e quello dell’Accademia Nazionale di San Luca.

 

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 (Auditorium di San Caterina, durante il convegno, da sinistra: Mario Margasini, Marica Mercalli, Paolo Portoghesi, Franco Moriconi, Donatella Porzi)

 

Le ragioni sottese alla mostra, aperta dai saluti istituzionali di Nando Mismetti, sindaco del Comune di Foligno, Donatella Porzi, presidente Assemblea Legislativa Regione Umbria, Franco Moriconi, Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Marica Mercalli, Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria e Mario Margasini, Presidente del Centro Studi Città di Foligno, sono state illustrate da Paolo Portoghesi, già Presidente dell’Accademia di San Luca, che per l’occasione ha tenuto una lectio magistralis sulla storia dell’Accademia e sul suo grande patrimonio storico e culturale. “Lo Zuccari”, afferma Portoghesi, “in qualità di primo principe dell'Accademia, nel 1595, diede inizio alla consuetudine di assegnare premi ai promettenti giovani che frequentavano l'Accademia del Disegno, consuetudine in realtà praticata con regolarità solo a partire dalla seconda metà del Seicento, infatti è solo dal 1702 che ha inizio il più importante dei concorsi accademici, quello Clementino, dal suo fondatore Clemente XI”. Ogni tre anni venivano assegnati a pittori, scultori ed architetti, premi in medaglie, in occasione di solenni cerimonie che si svolgevano in Campidoglio alla presenza del Pontefice”. “Questa mostra”, continua Portoghesi, “che si colloca nel contesto della pregevole attività culturale di una città come Foligno, può essere di grande utilità per una riflessione sul ruolo delle Accademie, quindi sul trasformarsi nella cultura europea e sulla vittoria graduale di un classicismo che vince la sua battaglia attraverso un atteggiamento staccato dalla logica professionale e che troverà il suo compimento nell’azione degli architetti cosiddetti “della rivoluzione”, architetti come Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux che operano una rivoluzione che è soprattutto orientata verso obiettivi filosofici e sociali”.

 

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(da sinistra: Marco Struzzi, Mario Margasini, Francesco Cellini, Serenita Papalbo, Pio Baldi)

 

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(da sinistra: Umberto Tonti, Mario Margasini, Marica Mercalli)

 

Dopo l’intervento di Paolo Portoghesi, coordinati da Mario Margasini, hanno preso la parola Rita Barbetti, Assessore alla cultura del Comune di Foligno, Francesco Cellini, Presidente dell’Accademia di San Luca, Serenita Papalbo, Soprintendente dell’Accademia Nazionale di San Luca, Pio Baldi, Amministratore dell’Accademia Nazionale di San Luca, Maria Luisa Guerrini, Presidente dell’Ordine degli Architetti di Perugia e Marco Struzzi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Terni.

Prima degli interventi finali, Umberto Tonti, in qualità di nuovo Presidente della Fondazione Carifol di Foligno, ha sottolineato la qualità dell’iniziativa, ribadendo l’interesse della Fondazione per future iniziative tra Accademia di San Luca, Comune di Foligno e Università degli Studi di Perugia.  

 

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(Palazzo Candiotti, durante inaugurazione della mostra: Bernardino Sperandio, Nando Mismetti, Diego Zurli e Paolo Verducci)

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(Palazzo Candiotti, durante la mostra: Diego Zurli, Paolo Portoghesi e Paolo Verducci)

Durante le conclusioni, affidate a Francesco Cellini, curatore della mostra e Paolo Verducci, progettista dell’allestimento e direttore di i_lab SCD, è stata riaffermata la volontà di sviluppare un percorso comune tra Accademia di San Luca, Comune di Foligno e Università degli Studi di Perugia all’insegna della ricerca e della didattica di alto livello.

L’ipotesi di fondo si basa sulla costruzione di un nuovo polo culturale da realizzarsi presso Palazzo Brunetti Candiotti; un polo attivo, accessibile, frequentato e internazionale, aperto alla ricerca ed alla formazione nel campo della produzione culturale e per lo sviluppo di economie della conoscenza e la valorizzazione e riqualificazione di beni storici e culturali.

“La formazione di un archivio dinamico sull’architettura moderna e contemporanea italiana da collocarsi nelle stanze di Palazzo Brunetti Candiotti, con materiale proveniente dall’Accademia Nazionale di San Luca”, ha affermato  Paolo Verducci, in qualità di docente di Progettazione architettonica e urbana del Dipartimento di Ingegneria, “rappresenterà il primo passo per l’attivazione di percorsi didattici di alta formazione, confermando la necessità di coniugare lo studio di fonti iconografiche storiche con l’urgenza di ripensare le città ‘medie’ in una logica intelligente, socialmente compatibile e di maggiore sicurezza ambientale”.

 

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