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Presentata venerdì mattina, a Perugia, nella Galleria Tesori d'Arte del Complesso Monumentale di San Pietro la mostra Arcadia e Grand Tour. Paesaggi di Alessio De Marchis nella collezione Aldo Poggi” a cura di Cristina Galassi e organizzata dalla Fondazione per l’Istruzione Agraria in collaborazione con l’Università degli Studi di Perugia

Sarà aperta al pubblico da domenica 29 settembre 2019 a lunedì 6 gennaio 2020.

“Con la mostra di De Marchis la Galleria Tesori d’Arte prosegue nello straordinario percorso che negli ultimi anni l’ha resa un polo culturale di primissimo piano – ha sottolineato il professor Franco Moriconi, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia e presidente della Fondazione per l’Istruzione Agraria -. Tutto questo grazie allo straordinario patrimonio storico-artistico della Fondazione per l’Istruzione Agraria, finalmente valorizzato a pieno, nonché all’encomiabile lavoro di chi ha reso questa trasformazione possibile, in primis la professoressa Cristina Galassi, alla quale va il mio ringraziamento. Cogliendo spunto dal titolo della mostra, possiamo dire che in Umbria il paesaggio, in questo caso culturale, è veramente cambiato e in meglio. Siamo felici, come Ateneo, di aver potuto contribuire a questa metamorfosi”.

 

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(Da sinistra: Moriconi, Galassi e Sestieri)

 

“La mostra offre la grande opportunità di indagare l’eccentrica personalità del napoletano Alessio De Marchis che muore a Perugia nel 1752, esponendo al pubblico un gruppo di oltre quaranta opere inedite, oltre a dipinti dei suoi maestri e di paesaggisti suoi contemporanei, tra i quali Gaspard Dughet, Rosa da Tivoli, Andrea Locatelli, Frans van Bloemen, Paolo Anesi, attraverso la collezione di Aldo Poggi – ha evidenziato la professoressa Cristina Galassi -. De Marchis, pittore arcadico, volse il panismo seicentesco in chiave sentimentale e di misurata partecipazione interiore. Sarebbe tuttavia riduttivo interpretare la sua produzione soltanto in chiave arcadica. Non mancano nell’eccentrico e stravagante artista accentuazioni preromantiche: in molte sue opere c’è un coinvolgimento emotivo, un sentimento di commozione o sgomento di fronte ad eventi naturali e alla forza della natura, che ci mostrano montagne, rocce, alberi, ruscelli, marine, tutte animate da pacifici pastori, mandriani, viandanti, pescatori, contadini e lavandaie, calati nel contesto naturale, che preludono alla sensibilità romantica e che, sono sicura, faranno sicuramente breccia nel cuore dei visitatori. Una mostra internazionale, dunque – ha concluso la professoressa Galassi -, in un luogo internazionale e fantastico come è il complesso monumentale di San Pietro, vocato per storia, lo testimonia il suo Orto Medievale, alla natura e al paesaggio”.

 

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(La Prof.ssa Galassi illustra un'opera esposta)

 

All’incontro con i giornalisti è intervenuto il professor Giancarlo Sestieri, studioso e critico d’arte che ha sottolineato il bell’ allestimento realizzati e la prestigiosa sede scelta. “Perugia è la città ideale per esporre le opere di Alessio De Marchis – ha sottolineato -: vi ha infatti vissuto parte importante della sua vita, sino alla morte. Una vita sfortunata, quella di De Marchis, che però ha riscosso apprezzamento dopo la sua scomparsa grazie alla sua tecnica, ai suoi colori, grazie ai quali riesce a dare profondità ai suoi dipinti, superando i pittori della sua epoca”.

Soddisfazione e apprezzamento sono stati espressi dall’amministrazione comunale, per tre motivi: la mostra riporta all’attenzione un autore di grande profilo, evidenzia il suo rapporto con Perugia, dove è stato particolarmente attivo, consente di porre l’attenzione sull’Arcadia che ha avuto nel tempo giudizi contrastanti mentre rappresenta un grande movimento che va rivalutato.

 

 

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